Il mio libero pensiero su come adottare gli stili d’arredo



Vi siete mai trovati nella condizione di voler adottare uno uno stile d’arredo che “vi piace” senza poi essere effettivamente in grado di farlo?  Sapreste rispondere se qualcuno vi chiedesse perché vi piace un certo stile? Le fonti di ispirazione non mancano, esistono innumerevoli articoli e post che descrivono i più famosi stili d’arredo ma a volte leggendoli ho pensato che seguendone i consigli di acquisto e di composizione avrei creato una sorta di scenografia, sicuramente perfetta ma del tutto incontaminata dalla mia personalità.

Sia chiaro, io adoro le scenografie, ne sono sempre affascinata e vorrei capirne di più.  Le loro logiche di composizione sono induttive: si compone un ambiente in modo che generi in chi lo vive determinate sensazioni. L’arredamento di un interno, particolarmente di una casa, dovrebbe invece rispondere a un criterio deduttivo: quale design risponde alla personalità di dell’abitante?

Se bastasse acquistare mobili che hanno una certa linea e abbinarli esattamente come nelle foto dei design magazine, avremmo tutti case bellissime, molto simili e senza identità (e saremmo anche tutti piuttosto ricchi). Invece per fortuna il mondo è pieno di interni affascinanti in cui gli elementi si combinano in modo sorprendente dicendo sempre qualcosa sui proprietari, architetti e designer che ne hanno concepito il restyling.

Quel che provo a fare e a proporvi è una lettura degli stili che mira a indagare il significato delle scelte stilistiche, per poi lasciare a ciascuno di noi il compito di trovare il proprio significante, cioè la combinazione di oggetti, colori, forme e tessuti che interpreta quel significato alla luce della nostra personalità, oltre che del contesto in cui lo spazio è collocato.

Un mio vecchio professore di finanza diceva di far precedere ogni scelta da una domanda: “chi me lo fa fare?” e di procedere solo se si trovava una risposta, possibilmente valida. Quando guardo uno stile (e in molte altre occasioni in verità) seguo questo insegnamento e cerco di rispondere ai suoi fondamentali “perché”, distinguendo tra l’effetto finale – che è la scenografia – e i razionali che hanno portato a quel risultato – cioè le esigenze pratiche ed emotive a cui quel design vuole rispondere.

Se ci riesco ogni volta non lo so, ma è uno sforzo che vale la pena fare perché conoscendo la scenografia si realizzano ambienti impeccabili, ma vuoi mettere il fascino della personalizzazio

Image credits: www.lahoralinda.com

 

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