Ristrutturare in puglia tra vintage e storia



Un ex convento, una sorgente d’acqua freddissima che di lì a poco si lascerà cadere nel meno dolce mar piccolo della città di Taranto, la distesa inconfondibile della campagna pugliese. Alla ricerca di refrigerio dalla calura soffocante mi sono imbattuta in un posto incredibile, e non solo perché ti catapulta direttamente nella pubblicità del tegolino, ma anche per come oggi funziona. All’ingresso ti spiegano che è una associazione che costa circa 80 euro l’anno (si, avete capito bene, 80 euro) e che loro ti mettono a disposizione uno spazio e tu porti da casa sedie, tavoli, barbecue, quello che ti pare e fai quello che ti pare. Un posto da domenica anni ’60, con famiglie e pensionati, ragazzi e bambine che si sistemano come possono qua e là, tanto basta il refrigerio dell’acqua sorgiva a darti tutto il comfort di cui hai bisogno. E poi via! parte il pic-nic ristoratore con il convento, bellissimo e decadente, che si staglia candido dietro le parmigiane sorvolanti i tavolini smontabili.

Si tratta del convento dei frati cappuccini battendieri e risale al XVI secolo, ha una chiesetta annessa ed è detto dei battendieri perché ospitava una gualchiera, cioè una officina utilizzata per la follatura della lana dei sai, con un sistema di vasche e mulini che naturalmente impiegava il corso d’acqua adiacente (il fiume Cervaro, per la cronaca).

Sebbene trascurato, abbandonato e sporco, mostra subito tutto il suo fascino abbagliante, sarà il candore della sua pietra bianca, la chianca, tipica di questi luoghi, saranno le volte a botte, sarà che ogni angolo profuma di storia e di medioevo e di mistero. Insomma nell’epoca d’oro delle masserie pugliesi è davvero strano che non si abbia dato inizio alla ristrutturazione di questo luogo.

Io nell’acqua gelida ci ho messo piede e così pure nel convento (evitando i serpentelli che girovagavano) e fatico a dire quale delle due visite sia stata più rigenerante.

E’ un posto straordinario, che avrebbe tutti gli ingredienti per una per una ristrutturazione da favola (quella più ovvia è una spa) ma il mio cuore non sa decidere se teme di più di veder crollare un posto tanto storico e fascinoso oppure di vedere finire lo sciamare festoso e vintage delle famiglie alla scampagnata domenicale.

Faccio qualche scatto da pubblicare e ci penso su: come recuperare questo luogo senza buttare al vento un ritratto animato della storia dei nostri padri?

A qualcuno, guardano questi scatti, viene una buona idea?

EMME

l'ex convento sorgente del fiume cervaro

un arco di ingresso con cipresso campagna pugliese volte a botte antica cisterna

scalinata in pietra biancaverso l'alto

vista interna con colonne

volta a croceuna prospettiva molto medioevaleun panorama sul mar piccolo di taranto arco di ingresso il terrazzo superiore terrazza sul mar piccolo

Image Credits: Designcaffè

1 Comment

  1. Ciao EMME
    Sembra proprio un posto magico!

    Io mi occupo di ristrutturazioni…

    In effetti, intervenendo il rischio di togliere un pò di magia a questo posto esiste.
    Ma non si può neanche permettere che vada in rovina per abbandono…
    Io sono dell’idea che il restauro debba essere minimal e conservativo
    All’occorrenza, quello che deve essere aggiunto per ragioni strutturali e/o impiantistiche lo farei esterno e riconoscibile a prima vista, per non contaminare l’impianto autentico.

    Interessante
    Marco

Leave A Reply

Navigate