Non solo bianco: cosa vedo io nello stile scandi



Tutti pazzi per lo scandi! Forse questo stile non tutti lo adotterebbero, ma indubbiamente riscuote un successo che il tempo non fa che accrescere. Io ne sono vittima convinta e felice; a lui devo la mia passione per il design, è quindi doveroso omaggio inaugurare le ispirazioni parlando di lui.

Ma ispirarsi a questo stile non è cosa poi così semplice. Riproporre arredi di taglio scandinavo visti qua e là può presentare alcune insidie; il rischio di creare un ambiente troppo country, oppure totalmente decontestualizzato, oppure asettico se si punta sull’immancabile bianco senza un qualche bilanciamento.

E siccome inseguo l’idea che nel design va copiata la filosofia e non il mobile, voglio raccontarvi la mia chiave di lettura di questo stile e della magica alchimia che lo ha reso intramontabile. Eccola: lo stile scandinavo esprime un mix irresistibile di rigore e candore, una combinazione felice che ha il potere di rievocare le radici di chiunque di noi, di attivare diciamo una sintonia istintiva, quasi chimica.

E rimanendo in materia di chimica: “proviamo a ricavare la formula”

Lo scandi è rigore

Adesso io non vorrei tediare nessuno con la storia del design nordico ma una cosa va ricordata: lo scandi nasce negli anni tra le due guerre, quando cioè si inizia a concepire la produzione in serie degli arredi. Per poter razionalizzare le produzioni lo studio accurato di funzionalità ed ergonomia diventa essenziale e l’attenzione su questi aspetti si fa quasi maniacale. Sono gli anni delle invenzioni, in cui l’innovazione produttiva crea nuovi paradigmi strutturali, cambiando in modo irreversibile la faccia degli arredi.

Ora prendi uno stile a caso, uno qualunque, che ha la fortuna di nascere in un momento così che fa: non ne tiene conto? Ovvio che ne approfitta no? Ed ecco che funzionalità ed ergonomia diventano due pilastri dell’arredamento scandinavo.

Ma l’innovazione più rivoluzionaria è rappresentata dal nuovo ruolo delle strutture portanti: non più forti e brutte impalcature da schermare, piuttosto elementi di arredo ben visibili, con una chiara identità e una propria valenza estetica. L’iconica seria Grand Confort di Le Corbusier consacra una svolta epocale nel mondo del design, che è la separazione tra scocca e imbottiture. Subito dopo le nuove tecnologie di lavorazione della plastica consentono una totale fusione del mobile in un pezzo unico, dove tutto è “struttura” (un esempio per tutti, la  Tulip Chair di Eero Saarinen). Due innovazioni produttive opposte, un unico risultato: la struttura portante non si nasconde più. Ora questo aspetto non è secondario perché crea un nuovo linguaggio visivo in cui gli elementi di arredo parlano di solidità, forza ed equilibrio; tutti elementi che richiamano le radici, la tradizione, la ferma saggezza dei nonni e la forza dei valori sociali. Con questa intuizione tecnica si acquisisce una caratterizzazione filosofica ed estetica che diventa uno, forse il più importante, dei cavalli di battaglia dello stile scandinavo.

Poltrona LC1 di Le Corbusier
Chinese Bench di Hans J. Wegner
Un’ambientazione con l’iconica serie tulip di Eero Saarinen

 

Lo scandi è candore

Gli ambienti scandinavi parlano di vita quotidiana, ci avete mai fatto caso? A una rapida occhiata già compare l’immagine dell’umanità che può viverci dentro. Questo effetto, dal grande appeal, è in gran parte legato alla chiara visione funzionale degli arredi, che perdono ogni orpello inutile e dichiarano senza fronzoli l’uso che se ne fa. Gli arredi diventano una descrizione visiva di gesti e movimenti umani. Tuttavia c’è qualcosa di più.

La vita quotidiana è molto presente in questo stile che non teme di mostrare dettagli di vita vissuta, come stivali allineati negli ingressi e disegni di bambini appesi con il nastro adesivo, cappelli poggiati qua e là, biciclette, libri aperti…; gli stessi dettagli che in altre concezioni estetiche (ad esempio nell’europa del sud) sono invece “religiosamente” schermati.

Con rilassato candore si mostra insomma la vita quotidiana e già questo basterebbe a spiegare il tocco di tenerezza che caratterizza gli interni nordici.

La ciliegina sulla torta poi è il grande ricorso ai temi folkloristici: gli ambienti sono conditi da temi tradizionali e popolari, motivi botanici che evocano la natura boschiva, da leggende di elfi e trolls, da pattern giocosi e immagini naif che rimandano ad infanzie incantate. I richiami favolistici sono un must assoluto di questo stile, dove la natura è presente nella sua versione più magica.

La collezione di carte da parati “wonderland” dello storico marchio svedese Borastapeter ripropone i classici, intramontabili motivi del design scandinavo.
La lampada Josette è della casa francese Hartò ma di chiarissima ispirazione scandinava.
Tazze e ciotole della finlandese Ittala si ispirano ai boschi artici e alle fiabe nordiche.
La designer svedese Matilda Dahlquist disegna pezzi che coniugano la grande semplicità di linee e materiali con la vivacità giocosa dei motivi propri del folklore nordico. La credenza Bohuslan ne è un magnifico esempio ma se siete interessati c’è un mondo da scoprire sul suo sito web, proprio qui.

Ecco spiegata la formula

Allora comincia a prendere forma il felice paradosso dello stile nordico scandinavo che alla severità delle linee accompagna l’allegro dipanarsi di oggetti di vita. Candore e gioco si esprimono liberi, rassicurati dalla solidità delle forme. Ecco la formula magica: una sintesi perfetta di due mondi opposti ed essenziali.

Ecco una carrellata di ispirazioni scandi, tutte con il loro personale equilibrio tra rigore e candore. Total white? Provate a cercarlo…

Credits: hemtrevligt
Credits: vtwonen
Credits: nanopress
Credits: homedit
Credits: boligmagazinet
Credits: boligmagazinet
Credits: boligmagazinet
Credits: ikea
Credits: idainteriorlifestyle
Credits: Casa e Trend
Credits: Hus & Hem
Credits: House&home via Bright Bazaar

Ispirarsi allo scandi alla maniera di designcaffé

  • Il total white non è un must. La luce invece lo è. Se il vostro ambiente è buio non potrete fare a meno del bianco, se l’ambiente è molto luminoso invece sbizzarritevi…ma non troppo. Tenerezza, relax e naturalezza sono must assoluti quindi se volete inserire colori vivaci o sgargianti fatelo pure, cercando però un equilibrio che non neutralizzi queste ispirazioni di fondo
  • Il legno di frassino non è un must, ma non può mancare il ricorso ai legni agli altri materiali  materiali naturali propri dell’ambiente circostante
  • i pezzi storici del design scandinavo non sono un must. Di rigore però un arredo semplice, in cui ogni linea sia legata alla funzione e niente altro
  • il troll sulla madia non è un must, ma non può mancare un riferimento al folklore locale o alle favole che hanno accompagnato la nostra infanzia
  • l’ordine può, anzi deve mancare. A quello in fondo già provvedono le linee semplici degli arredi. Quello che non deve assolutamente mancare è la casa disseminata di dettagli di vita

 

 

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