Tate Modern: la dimensione mistica dell’arte



Con il suo nuovo blasone, “Tate Modern“, l’ex centrale elettrica di Bankside a Londra campeggia fiera proprio di fronte alla cupola di St. Paul. 
Dall’inizio del millennio infatti la Bankside Power station, ospita la costola moderna della Tate gallery.

Non un museo ma un centro di esplorazione e creazione collettiva di bellezza, quasi un rifugio spirituale per l’anima, dove l’arte funge da catalizzatore di energie positive. La Tate Modern ha del mistico perché non recupera solo uno spazio condiviso ma anche l’anima stessa della struttura, che continua a produrre energia. Energia creativa, s’intende. Energia sociale anche. Per respirarla non occorre necessariamente accedere a una mostra, basta semplicemente vivere la sua atmosfera vivace e feconda dove l’armonia è in ogni cosa, dai monitor interattivi alla grande parete vellutata disegnabile semplicemente con un dito. Qui ciascuno può lasciare una traccia che presto o tardi si mixerà con le tracce degli altri per creare un’opera collettiva in continua mutazione.

Ha un sapore spirituale e rinfrancante. Sarà forse per questa suggestione che anche il progetto architettonico, curato dallo studio Herzog e de Meuron, sembra restituire una grande cattedrale dell’arte. E vi assicuro che è un puro caso che io ne parli per la seconda volta sempre richiamando questo tema, gli spazi concepiti come luogo di elevazione e di incontro, tema evidentemente ispiratore per questi architetti (ne parlo infatti anche qui. )

Gli elementi di questa struttura alludono senza enfasi e con grande naturalezza a un’atmosfera basilicale a partire dalla grande navata di ingresso, che un tempo ospitava enormi turbine e adesso ospita il vociare ovattato di pellegrini in cerca di arte e di socialità, vale a dire conforto per l’anima. Dalla navata l’occhio è attirato da magici cubi un pò picassiani che si protendono come matronei e poi subito verso pilastri, logge, arcate…

Come un campanile silenzioso, la ciminiera assolve svettante la sua funzione di richiamo mentre il grande rosone geometrico della “turbine hall” rimarca il contesto mistico dialogando con il cielo. 
Non troppo blu. 

Opera interamente in cous cous
Vivere la tate

1 Comment

  1. Bellissima ispirazione. L’arte come produttrice di pace interiore.

Leave A Reply

Navigate